Il Groupon può essere utile al tuo museo? Forse sì ma la Verità Inaspettata è che non ne hai Bisogno

By | 26 marzo 2016

Ieri si è scatenata una polemica relativa all’utilizzo del sistema Groupon per vendere più biglietti di un museo, in particolare si è parlato di un piccolo museo in provincia di Padova.

Una mia amica che vive in quel paese mi ha chiesto cosa ne penso:
  • se il sistema di Marketing Museale è favorevole o contrario a questa pratica,
  • se credo che dopo aver comprato i primi biglietti la gente tornerà e
  • se il tanto bistrattato Groupon applicato ai musei è o meno una strategia efficace.
Premetto una cosa
Come puoi vedere dalla foto, la vendita è andata benissimo:
In un solo giorno sono stati venduti 400 ingressi.
E tu lo sai che spesso 400 ingressi non li fai in un mese…
screenshot
ti riporto il contenuto del post:

25 marzo h 23,26

Notizie della sera: l’operazione Castello – Groupon sembra procedere piuttosto bene.

Oltre alla pubblicità indiretta, in un solo giorno, da quanto dice il sito, sono stati venduti oltre 400 ingressi individuali.

E magari domani, e dopodomani…

Marketing creativo, bravo chi ci ha pensato

Bene.
Peccato che, se vogliamo gioire delle vendite fatte e parlare degli incassi, bisogna tener conto che tra sconto e provvigione Groupon, al museo resteranno sì e no un euro a visitatore.
Meglio poco che niente?
Mia madre dice “ogni ficateddo di Mosca è sostanza”
che tradotto dal siciliano all’italiano vuol dire che ogni cosa, anche se sembra poco, ha una sua sostanza, è meglio che niente.
Punti di vista.
A proposito, ecco il mio su questa faccenda.
Quello che penso io è
Al diavolo la polemica Groupon o non Groupon.
Per un attimo, lasciamo stare il fatto che il visitatore possa tornare o meno,
Per un istante, facciamo finta che non è importante che il visitatore percepisca psicologicamente un abbattimento del valore del museo,
Per una volta, chiudiamo gli occhi sul fatto che, degli incassi dei biglietti già scontati, una grossa percentuale (credo tra il 30% e il 50%) andrà a Groupon.
Oggi, ora, lasciamo queste discussioni agli esperti di marketing e detrattori del marketing creativo.
(Nb: non sono una detrattrice del marketing creativo solo perché non so cosa sia.
Se lo avessi capito, sarei, senza dubbio, contro).
Dicevo,
con questo articolo, desidero spostarmi dalle filosofie di marketing e dedicarmi  all’analisi.
Voglio fissare anche la tua attenzione su un dato che ha fatto suonare nella mia testa mille campanelli.
400 ingressi venduti.
una cosa sulla quale voglio soprassedere è invece il su citato fattore “pubblicità indiretta” perché quella mi inteserà solo quando la gente dalla Calabria di sposterà appositamente da casa per andare a vedere il castello di Monselice.
Torniamo ai dati importanti, quindi, in questo caso le adesioni siglate con un esborso di denaro.
400 biglietto venduti in un giorno.
Te l’ho scritto prima e te lo ripeto: ottimo risultato.
La verità però è che, chi scrive con entusiasmo il post che ti ho copiato sopra, in modo miope non si rende conto del vero dato importante:
La gente non ha comprato i biglietti perché sono a prezzo ridotto ma perché hanno saputo che potevano andare a visitare il castello.
Te lo dimostro.
Noi sappiamo che, a seconda delle regioni (ma sono davvero poche quelle che non aderiscono e comunque non è questo il punto) i musei aprono gratuitamente la prima domenica del mese.
Quello che dovremo chiederci è:
Dove sono quei 400 che vogliono lo sconto quando si entra gratis?
In teoria dovrebbero essere in fila e farsi trovare a dormire davanti il botteghino già dalla stessa prima.
E invece no.
Perché non è il fatto che si debba pagare un biglietti a fermarli.
Chi visita i musei quando c’è l’ingresso gratuito, non è lo stesso che acquista il Groupon.
Contrariamente a quanto si pensi, in questo caso, chi compra con Groupon è molto più simile a chi paga il biglietto intero (ricorda che per i musei la differenza è proprio di qualche manciata di euro: 6 o 7 al massimo)
Quindi le persone vogliono, anzi, sono ben disposte ad andare al museo ma non lo fanno perché “non ci pensano”.
Prese dal tran tran quotidiano, le persone “dimenticano” che è possibile visitare il museo.
Lo ripeto: possiamo litigare quanto vogliamo parlando degli incassi, di quando torneranno i visitatori, dell’immagine del museo e di tutto.
Ma resterebbe un discorso sterile.
Quello che dobbiamo osservare e su cui dobbiamo riflettere è che, nel mondo dei musei, avviene una cosa invidiabile rispetto ad altri mercati
ed è che la gente non va al museo, non perché non è in target ma perché non ci pensa, non se lo ricorda, non sa che può andarci.
E in tutto questo, nel contesto della nostra storia, Groupon ha rivelato a quelle 400 persone la possibilità di questa azione.
E non è pubblicità indiretta, ma diretta
Questo episodio ci ha mostrato che nel database infinito di un servizio come Groupon, una buona fetta (perché, lo ripeto, 400 ingressi in un solo giorno, per un museo di un paese sperduto che tutta questa gente non la vede in tre mesi, è proprio tanto) è interessata all’arte e alla cultura.
Smettendo di litigare, io direi che è il caso di concentrarsi si questa notizia bellissima!
Prima di chiudere, vorrei ricordare che biglietti su Groupon sono stati venduti anche per gli Uffizi
Lo ricordo benissimo perché aveva attirato la mia attenzione.
Quella volta io non ho acquistato (Sì perché io, se e mi va, compro i servizi su Groupon) perché mi offrivano condizioni che non mi interessavano.
 Sono quindi andata senza sconto e senza essere turbata dalla manciata di euro “in più” pagati perché il fattore costo, quando si tratta di fare qualcosa che mi piace e quando la differenza non è proibitiva non mi tocca per niente, perché quella cosa, per me, ha un valore superiore.
E come a me, ad almeno 400 altre parsone dalle parti di Monselice che, altrimenti, avrebbero aspettato la prima domenica del mese per andare gratis.
E’ tutto.
ps: voglio sperare che gli amici del Castello di Monselice, prendano almeno i dati di questi 400 visitatori come suggerisco nel primo punto del mio report 10 Semplici Mosse per Ottenere il Massimo dal Tuo Museo.
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