Come Saper Scrivere Buoni Testi per il Tuo Museo, Migliorerà l’esperienza del Visitatore e Lo farà Tornare

By | 25 marzo 2016

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Nei giorni scorsi avrai letto che ho vissuto  un po’ di emozioni.

Ho avuto dei problemi con questo blog e, nel lavoro di recupero e risistemazione, sono saltate alcune pagine e venute fuori altre sconosciute e dimenticate.

Una delle più divertenti è stata questa.

svarione

 

Ti riporto il contenuto perché, anche se sul momento mi è preso un colpo, a leggerlo adesso è esilarante.

Titolo:

Voglio il Report

Testo

NON AZZARDARTI a gestire il tuo museo prima di aver letto questo report…

SPECIAL REPORT: Svelate le 10 Mosse per Ottenere il Massimo dal Tuo Museo!

Sottoponi il Tuo Museo a questa visita degli ispettori dell’Unesco (IN MISSIONE PER CONTO DI MARKETING MUSEALE) e riapri i battenti SOLO DOPO esserti accertato che non sia colpevole di danneggiare le tue vendite!

Assicurati che il Tuo Museo abbia TUTTE le carte in regola per conquistare il visitatore e far esplodere le tue vendite!

Con questo Special Report sarai in grado di:

  • Capire da solo se il Tuo Museo è in grado di attrarre clienti (si hai capito bene, nonostante le opere di interesse mondiale della tua struttura i clienti li devi attrarre come il ferro è attratto dalla calamita!)…

  • Verificare gli step indispensabili prima di avviare la tua comunicazione “magnetica”…

  • Come far affezionare il visitatore al Tuo Museo prendolo nei momenti cruciali…

  • Apportare alcune raffinatezze segrete senza le quali il Tuo Museo sarebbe un Flop!

  • …e molto, molto, molto altro…

Ok,

se sei abituato a leggere i miei articoli, vedi facilmente che quello sopra non è né il mio stile, né  il mio tipo di linguaggio.

Non ti scriverei mai in termini così perentori,

non ti minaccerei mai di inviarti gli Ispettori dell’Unesco,

non chiuderei mai una serie di promesse con “e molto, molto, molto altro” e, addirittura, puntini di sospensione (fa molto tele-imbonitore)

 

Sinceramente io non ricordo se ho scritto io questa pagina sotto forma di primissima bozza agli albori del blog mentre avevo la febbre alta o se è frutto di non so cosa.

 

Quello però che voglio fare con questo articolo, oltre che strapparti una risata per quello che mi è successo (anche se io non ho chiuso occhio per tre notti) è farti riflettere  su un aspetto spesso sottovalutato.

L’importanza del messaggio scritto.

 

Non entro nel merito delle campagne di comunicazione fatte dai musei perché, quando ci sono, sono quasi sempre sobrie ed eleganti.

Non sono quasi mai sopra le righe e questo perché tu senti di essere pur sempre il direttore di un museo e di avere una immagine istituzionale da preservare.

 

quando ti parlo dell’importanza del messaggio scritto, faccio diretto riferimento al materiale didascalico.

Parlo dei testi delle brochure, dei cataloghi, delle didascalie delle opere.

Questi testi hanno una importanza fondamentale.

non solo perché devono essere scritti da specialisti delle opere, ma anche – e, non da meno – devono essere scritte bene.

 

Io lo so che è difficile dire al critico che i suoi testi verranno rivisti,

lo so benissimo.

So che la parola del “maestro” non può essere toccata.

Ma noi qui abbiamo una missione: dobbiamo fare in modo che la gente li legga.

Dobbiamo essere sicuri che il valore aggiunto che vuoi dare con le didascalie, arrivi perché, in caso contrario, il visitatore guardare il tuo museo come guarderebbe un bel negozio: si riempirebbe gli occhi di cose belle ma non ne capirebbe il senso.

 

E invece il tuo museo deve essere compreso.

Le didascalie, devono far venir voglia a chi li legge, di leggerli.

 

Perdona il gioco di parole ma il concetto è proprio questo.

 

Parliamoci chiaro, anche se il mio obiettivo finale è permetterti di fare tutte le visite con una guida, le didascalie sono ancora importanti.

 

Fai in modo che la gente possa leggerle con facilità, che non siano “illeggibili” per dimensioni e contenuto.

I visitatori porteranno a casa quelle parole, saranno le parole che useranno quando racconteranno la loro esperienza.

 

Te lo ripeto: tutto quello che fai stampare,  fa’ in modo che sia scorrevole e gradevole da leggere.

Fai in modo che, per dirla in termini di marketing, i tuoi testi abbiano un buon copy.

 

Questo è un tema che affronto trasversalmente anche nel Report 10 Semplici Mosse per Ottenere il Massimo dal Tuo Museo che puoi scaricare gratuitamente cliccando qui

 

Per farti un esempio concreto, torniamo al testo che ti ho riportato prima.

Chiaramente non è scritto male e, se rivolto al giusto lettore sarebbe stato una bomba.

Peccato però che, in questo caso, tu non sei il giusto lettore.

 

Tu meriti un linguaggio più elegante, toni più rispettosi, metriche più musicali e nessuna minaccia.

Niente ironia iperbolica per te.

Tu sei il direttore di un museo, anche se è piccolo, anche se è sperduto.

Tu fai ogni giorno tantissimi sacrifici per rendere bello il tuo museo.

Ogni giorno tu passi ad inventario con gli occhi i pezzi esposti, ogni giorno tu guardi le risorse straordinarie che hai e ti chiedi perché la gente non sa che tutta quella bellezza, tutta quella rarità è sotto la tua custodia.

 

Se parlo con te devo essere gentile e rispettosa, perché tu meriti questo.

E quando uso dei toni più duri, lo faccio per il tuo bene.

 

E tu hai per i tuoi visitatori che cura che io ho per te?

Ti preoccupi che le didascalie delle opere siano scritte bene e non siano un noioso saggio barboso e illeggibile scritto da un grande conoscitore della materia ma che non trasmette il vero trasporto che provi tu?

C’è una bella differenza tra un testo coinvolgente e uno che non lo è.

L’effetto è esattamente quello che avresti se leggessi un elenco telefonico piuttosto che un romanzo.

 

 

Per le didascalie, per i cataloghi, affidati ad un esperto del settore per i contenuti ma poi falle rivedere a un professionista della scrittura.

 

Vedrai che sarà tutta un’altra cosa.
Vedrai i tuoi visitatori fermarsi per più di un secondo sulle didascalie esposte.

 

Sai che ti dico?

Prova la differenza.
Mandami un breve testo guida del tuo museo, una cosa piccola, un pezzo di un pannello o una didascalia.

Facciamo la prova.

Vediamo che differenze trovi.

Se sei interessato a fare questo test, rispondi tra i commenti di questo post e ti dirò cosa fare.

 

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2 thoughts on “Come Saper Scrivere Buoni Testi per il Tuo Museo, Migliorerà l’esperienza del Visitatore e Lo farà Tornare

  1. Eli

    Non ho un museo, ma vorrei averlo, per farti riscrivere le didascalie.

    Da visitatrice di musei, mi auguro che tutti i Direttori ti mandino qualche riga da revisionare.

    Brava Chiara.

    1. CHIARA SPARACIO Post author

      Grazie infinite Eli
      🙂

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